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Comunicati stampa
Comunicato Stampa
16/01/2010
“L’assemblea degli iscritti del Pd di Porto Torres, riunita per eleggere Giuseppe Lorenzoni alla carica segretario provinciale del Partito Democratico, alla luce delle ultime manifestazioni dei lavoratori della Vynils,si è messa subito al lavoro ed ha approvato un documento di solidarietà e di iniziativa politica”
La crisi della chimica in Sardegna è peggiorata ulteriormente e giunge a un passo dal punto di non ritorno. Oggi i problemi riguardano soprattutto la Vinyls Italia, ma è del tutto evidente che il problema è sempre legato alle intenzioni di Polimeri Europa e del suo socio di riferimento Eni, rispetto al futuro sviluppo dell’attività produttiva negli impianti sardi e in quello di Porto Torres in particolare. Il Governo nazionale non è stato fin qui in grado di avviare soluzioni efficaci, e mostra di non avere la capacità di orientare le azioni della società di cui è principale azionista l’ENIAllo stesso modo il governo regionale di Cappellacci appare del tutto privo di una strategia per reagire alla crisi in atto, incapace persino di comprendere che la gravità della crisi di Porto Torres può rappresentare un colpo mortale per tutta l’industria e l’economia della Sardegna. La Giunta Cappellacci che finora ha camminato nel segno dell'ordinaria amministrazione non è riuscita a proporre misure efficaci per il rilancio e il superamento della crisi in Sardegna. Consentire che si avvii una stagione di licenziamenti da parte di chiunque, significa accettare il declino industriale di Porto Torres. Questo territorio non può permettersi questo lusso. Non possiamo permettere la perdita di un solo posto di lavoro, né possiamo permetterci di rinunciare, in assenza di valide e realistiche alternative, a quella che rappresenta la principale realtà economica e occupazionale di tutto il territorio del Nord Ovest dell’isola. Noi democratici, possiamo promuovere in questo contesto di crisi e nel vuoto lasciato dal governo nazionale e da quello regionale, una nuova prospettiva per tutti i porto torresi grazie ad un nuovo progetto locale di sviluppo industriale e valorizzazione del territorio. Ma per far questo è necessario discutere di rilancio industriale e di proposte alternative con tutti i lavoratori al loro posto, all’interno degli impianti produttivi. Esprimiamo la massima preoccupazione e il massimo sostegno alle azioni delle rappresentanze sindacalie dei lavoratori, come Democratici impegneremo il partito a tutti i livelli ad attivarsi affinchè il governo regionale e quello nazionale mettano in campo azioni per individuare e sostenere progetti industriali e investitori credibiliDue sono le questioni a cui Governo Nazionale con ENI e Governo Regionale devono dare risposte per poter far ripartire l’economia della nostra terra: investimenti immediati per far tornare produttivi gli impianti e il ripristino ambientale delle aree dismesse. La crisi ha messo in evidenza che non è più rinviabile per il territorio di Porto Torres una forte azione di risanamento. Bonificare per consentire nuovi insediamenti industriali e produttivi, rappresenta un'opportunità importante per rilanciare la nostra economia. Alla luce di questo appare ancora più grave oltre che incomprensibile il ritardo del governo Berlusconi nell’attivare le risorse finanziarie messe a disposizione per questo obbiettivo dal precedente governo. È notizia di questi giorni la decisione di Polimeri Europa, Syndial e Sasol Italy di ricorrere presso il Tribunale amministrativo del Lazio contro i soggetti sottoscrittori dell’Accordo di programma promosso dal Ministero dell’Ambiente e siglato lo scorso 22 settembre a Roma dallo stesso Ministero, dalla Regione Sardegna, dal Comune di Porto Torres e dalla Provincia di Sassari, con cui si definivano gli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree comprese nel sito industriale di interesse nazionale di Porto Torres. Tralasciando gli aspetti strettamente legati al contenzioso giudiziario che scaturisce dai ricorsi presentati distintamente dalle tre società non possiamo che manifestare forte preoccupazione rispetto a una scelta che rischia di ritardare ulteriormente il processo di caratterizzazione e bonifica dell’area industriale, che il nostro territorio attende da troppo tempo. Appare irrinunciabile incalzare il Governo nazionale e quello regionale ad assumere provvedimenti concreti per l'attività di bonifica e di messa in sicurezza ambientale dei siti di interesse nazionale e regionale e per stabilire una tempistica degli interventi che verranno avviati, individuando anche, le risorse finanziarie necessarie.